PAOLETTO PENSIERO

E‘ una brumosa sera d'autunno, sono abbandonato da solo a gestire le incombenze domestiche. Mia moglie, gestore unico della vita sociale familiare, è fisicamente presente ma si è sigillata in camera da letto davanti alla Tv e sta assumendo la sua dose settimanale di “E.R. Medici in prima linea”. Siccome è la sua unica forma di droga televisiva ne è talmente assuefatta che disturbarla sarebbe peggio che dare della checca a Mike Tyson.

Squilla il telefono, sono costretto a rispondere: è una delle sue amiche. Ma non un'amica qualunque, quella al telefono è l'amica storica dell'Università, con cui hanno fatto comunella sin da anni lontani. La vigliacca, intuendo il mio disagio, mi chiede se saremo da lei per la festa di Natale il 14 dicembre, festa storicamente spettante ad un amico che quest'anno ha dato forfait a causa del bambino nato da poco.

... devo decidere senza rischiare le ire muliebri............. cosa fare? Panico … non posso non rispondere … prendo il coraggio a due mani: posso farcela, c'è un precedente: da sempre abbiamo partecipato alla festa di Natale. Però se ci fossero altri programmi? Se me l'avesse anche detto ed io l'avessi dimenticato? Che faccio, la distolgo dalla TV? … no meglio posticipare il rischio, prendo IO la decisione e dico di sì ..............dicono che la fortuna, a volte, aiuti gli audaci.

Ecco invece cosa insegna Paoletto, mio maestro di vita e teorico della filosofia di coppia: “Scusa cara sono un coglione”  

Io non avrei deciso una mazza; per le seguenti ragioni  

Avrei considerato i rischi di una decisione non presa ovvero: 14 sera
lei: " hai confermato tu a XXX?"
tu: "no, non sapevo se avremmo potuto."
lei: "ma cazzo, un po' di intraprendenza, lo sai che quella sera stavo guardando er medici. Te lo avevo detto di confermare."
tu: "hai ragione sono un coglione; andiamo lo stesso tanto 2 in più o in meno non cambia."
In sostanza: sarei andato incontro a un rischio quasi certo ma misurabile e controllabile.  

Avrei poi considerato i rischi di una decisione presa il 14 sera
lei è appena arrivata dall'acquisto degli ultimi regali: è stravolta e un tantino incazzata
lei: "ciao caro non vedo l'ora di cenare, stare un po' con la bimba e andare a letto"
lui: "ehm... avremmo confermato a XXX che saremmo andati alla festa di Natale" se lui non usasse il condizionale sarebbe un suicida
lei: "ma cazzo è mai possibile che se ne fai una la fai male?"
se lui ribatte cercando una difesa è un suicida stupido ... e seguono pasticci inenarrabili.
In sostanza: andrei incontro ad un rischio elevato, difficilmente misurabile e potenzialmente ingestibile.

Si tratta di quello che gli americani chiamano "butterfly effect" ...il battito d'ali di una farfalla in Giappone provoca un uragano di dimensioni astronomiche che si abbatte su New York coprendo l'intera città di cacca giapponese. Bush dichiara lo stato di guerra negli Stati Uniti e invade il Giappone con la scusa di aggiustare le fogne. Il Giappone si appella all'Unione Europea la quale chiede che vengano mandati gli ispettori esperti in idraulica. Il Giappone incazzato per una risposta temporeggiante a fronte di un problema reale inizia a fare attentati kamikaze in Cina. Insomma la terza guerra mondiale.  

A volte le decisioni affrettate sono causa di disastri...  

saluti e baci  

Paoletto